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Mostre temporanee

Robert Gschwantner - Un grand tour in oggetti e immagini

 

Dal 30 maggio al 23 ottobre 2018 la Casa di Goethe Roma presenta una mostra di Robert Gschwantner (*1968). L’artista austriaco tematizza nel suo lavoro l’intervento dell’uomo sulla natura e le relative modificazioni del territorio. Al centro del suo  „Grand Tour in oggetti e immagini“ si trovano due paesaggi artificiali le cui origini risalgono all’antichità: La Cascata delle Marmore presso  Terni e l‘antico porto Portus (Lago di Traiano) a Fiumicino vicino Roma.
Gschwantner si dedica spesso a paesaggi acquatici come laghi, isole e canali fortemente trasformati dall’uomo e che hanno assunto forme diverse da quelle naturali. L’elemento fondamentale è sempre l‘acqua che influenza e conserva la struttura geometrica di questi luoghi e che viene utilizzata nei lavori di Gschwantner quasi come una reliquia. Nei suoi „oggetti immagini“ natura, paesaggio, tecnologia e architettura si fondono creando una molteplicità di prospettive in  un originale  intreccio di strutture lineari di tubicini in PVC trasparenti e colorati che contengono liquidi raccolti proprio in quei luoghi. A seconda dell` angolatura scelta si aprono e si chiudono dei particolari che riflettono paesaggi reali, inquadrature storiche e altre reminiscenze di realtà e storia. Tutto si rivela – ma non come un insieme. Ogni sguardo comporta un nuovo viaggio in un caleidoscopio scintillante di esperienze visive e quindi nella storia di affascinanti conquiste tecnologiche e culturali.

Nel suo ciclo  Childe Harold‘s Pilgrimage” (Il pellegrinaggio del giovine Aroldo) dedicato alla Cascata delle Marmore Robert Gschwantner cita un poema del poeta inglese Lord Byron. Pubblicati circa 200 anni fa i versi trattano di ideali di liberta`, sono intrisi di malinconia romantica e scetticismo. Come Charles Dickens, Johann Gottfried Seume e tanti altri scrittori e artisti durante il loro „Grand Tour“ per l’Italia anche George Gordon Byron visita la Cascata delle Marmore. Nella primavera del 1817 Byron definisce la cascata, creata nel 271 a.C. da ingegneri romani, come „orribilmente bella“ e le dedica quattro strofe nel suo poema che può essere definito anche come guida poetica per l’Italia.  Dal ventesimo secolo in poi la Cascata viene utilizzata per produrre energia elettrica. Quando l’acqua viene deviata per essere incanalata verso la centrale elettrica, la sua caduta si riduce al minimo. Oggi viene riaperta più volte al giorno per i turisti trasformandosi cosi`ogni volta nel sontuoso spettacolo naturale di sempre.

Nelle opere in mostra da questo ciclo-cascata  la superficie è ricoperta da una rete di tubicini in PCV, riempiti con l’acqua della Cascata delle Marmore. Sotto questa rete, una lastra di vetro è coperta per metà da motivi astratti geometrici. Attraverso gli spazi vuoti della rete si intravedono specchi montati sullo sfondo, ma spostandosi e cambiando il punto di vista gli specchi riflettono all’improvviso paesaggi ideali del pittore classico Johann Christian Reinhart. L’effetto visivo nasce grazie al fatto che questi paesaggi sono sul retro dei disegni astratti. Superficie frontale e retro, astrazione e paesaggio si fondono in un’unica immagine.

 In mostra si trovano anche una serie di incisioni antiche, alcuni libri e un video di 20 minuti sulla “riattivazione” delle cascate per i turisti in visita.

 „The Reflected Hexagon  invece si basa su una ricerca di Gschwantner sull’antico porto Portus (Lago di Traiano) a Fiumicino vicino Roma, costruito su pianta esagonale – una forma che riconduce al noto fenomeno di cristalli di neve e che si ritrova oggi anche nella struttura esagonale dell’aeroporto di Berlino Tegel. Il video realizzato in collaborazione con Giorgio Cappozzo sovrappone il silenzio del sito archeologico del porto antico coi  rumori e i movimenti nell‘aeroporto tedesco. Crocevia di incontri, luoghi di scambi, di relazioni e culture diverse le cui tracce permangono nell'intrecciarsi della materia plastica che, negli ultimi lavori pensati come antichi arazzi, riportano alla memoria le storie di antichi imperatori le cui tracce affiorano dai ruderi, permettendo alla nostra immaginazione di ripercorrere tempi lontani per fugare ogni dubbio umano sul paesaggio e sulla sua possibile rappresentazione.

Vernissage: Martedì, 29 maggio 2018  19.00-22.00

Sarà disponibile il  libretto gratuito di documentazione

 

 

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